Cuculetto il brigante di Penne

LOTTA PER L'EREDITA' DI DON SIMONE

Le azioni criminose perpetrate in danno dei Perrotti non finirono con quella commessa da Cuculetto, oramai in carcere, contro don Simone.

Tale Gaetano Cona (alias Trittichino) di Giustino e di Maria Nicola Perrotti, sorella del prete ucciso, non gradì che il cugino Massimo Antonio, figlio di Raffaele morto qualche mese prima del fratello, si fosse impossessato di tutta la ricca eredità lasciata dal comune zio canonico.

 

Procedimento Penale N. 46

 
 

La composizione della famiglia Perrotti di Penne

 

Infatti...

VERBALE DI QUERELA O DENUNCIA

L'anno milleottocentosettantaquattro il giorno sette del mese di Gennaio in Penne.

Avanti di Noi Carlo Quadrio Pretore del Mandamento di Penne assistiti dal V.Cancelliere Donato Masini

E' comparso Massimo Perrotti fu Raffaele di anni 28, proprietario di Penne il quale ha esposto quanto appresso:

"Mio cugino Gaetano Cona tiene astio con me, che ho raccolto, con esclusione di tutti gli altri parenti, la testata eredità del comune zio Simone Perrotti.

Questa mattina mentre da casa mi recavo verso la piazza, circa le nove, mi ha assalito con un lungo coltello alla mano sull'angolo del palazzo Assergio. Nel difendermi ho riportato due piccole ferite nella mano sinistra.

Ne sono testimoni Giovanni di Martire, Tobia Cameriere dei Signori d'Assergio, Giovanni di Giovanni.

Porto querela tenendomi informato del disposto negli art. 116 e 154 proc. pen."

Letto confermato e sottoscritto.


VERBALE DI PERIZIA

... ai termini dell'art. 229 del Codice di procedura penale, e previo adempimento di quanto ivi si prescrive, prestato prima giuramento di bene e fedelmente procedere alle operazioni che saranno demandate, e di non avere altro scopo che quello di farci conoscere la pura e semplice verità.

Quindi istruito detto perito su di che debba emettere il suo giudizio, il medesimo dopo aver osservato l'offeso Massimo Perrotti alla nostra presenza dichiara:

"Il Perrotti tiene due piccole ferite da punta e taglio sanguinanti, l'una nel dorso della mano sinistra, e l'altra nella prima falange del dito indice della stessa mano, interessanti il solo tessuto cutaneo e la parte cellulosa.

Ambedue le ferite risalgono a qualche ora e sono guaribili perfettamente in quattro giorni, senza lasciare supestiti difetti.

Di tutto ciò si è redatto il presente verbale che dietro lettura e conferma è stato sottoscritto dall'ufficio procedente e dal perito". (dott. Nicola Lauriti)


Il giorno 8 Gennaio 1874, presso i locali della Pretura di Penne, nella fase delle indagini sommarie, vennero sentiti i testimoni:

  1. Giovanni di Giovanni, fu Luigi, di anni 54, sarto di Penne - dice: che passando per la strada dinanzi il palazzo d'Assergio vide Gaetano Cona con qualche cosa in mano, che non distinse, il quale faceva atto di ferire ripetutamente Massimo Perrotti. Poi Cona si allontanò, e Perrotti rimase mostrando una mano con ferite sanguinanti;
  2. Giovanni di Martire di Giuseppe, di anni 43, falegname di Penne - depone come il precedente testimone;
  3. Tobia Pavone, fu Luciano, d'anni 46, Cameriere dei signori Assergio di Montelapiano, domiciliato a Penne - depone come i precedenti; se non che non ha riconosciuto la persona. L'arma gli parve un lungo coltello.

LA SENTENZA EMESSA DAL PRETORE DI PENNE IN DATA 17 FEBBRAIO 1874

CONTRO

Cona Gaetano fu Giustino, di anni 44, muratore di Penne.

IMPUTATO

di ferimento volontario prodotto senz'arma propria con incompatibilità di lavoro per tempo non maggiore di giorni cinque in persona di Massimo Perrotti nato a Penne.

OMISSIS

lo condanno a giorni quattro di arresti e spese.


Per effetto di una amnistia Gaetano Cona tornò a risultare "persona di buona condotta" come si evince da una certificazione rilasciata dal Tribunale di Teramo in data 17 Maggio 1894 (venti anni dopo il ferimento).

 

Certificato di PenalitÓ di Cona Gaetano

 

 

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